Il difficile equilibrio tra domanda e offerta

Ottobre 2017

Anno  V – n. 19

Secondo il XIV Rapporto Censis sulla comunicazione, tre quarti degli Italiani (77,8%) ritengono che le fake news (notizie false) siano un fenomeno pericoloso. I più istruiti dicono che le bufale sul web vengono create ad arte per inquinare il dibattito pubblico e che favoriscono il populismo mentre i giovanissimi danno meno peso a queste valutazioni e ritengono
che l’allarme sulle fake news sia sollevato dalle vecchie élite, come i giornalisti, che a causa del web hanno perso potere. Rimane il fatto che a più della metà degli utenti di Internet è capitato di dare credito a notizie false circolate in rete. E ciò accade proprio nel momento in cui cambiano anche le abitudini: il 39,7% degli utenti di Internet controlla il proprio conto corrente grazie all’home banking (circa 15 milioni di persone), il 37,7% fa shopping in rete. Cresce il fenomeno del selftracking: oggi il 13,2% degli Italiani si avvale di dispositivi digitali per monitorare e archiviare informazioni sul proprio stile di vita. E il mondo della finanza? Anche in questo caso, oltre all’home banking, fioccano le App e moltissime altre notizie, reperibili in rete, che hanno come oggetto il denaro. Quando di mezzo ci sono i nostri risparmi, però, la pericolosità delle fake news è evidente e porta in dote un carico di potenziale devastazione. Poiché tale fenomeno sembra non conoscere battute d’arresto e fermarlo equivarrebbe a tentare di fermare il flusso dell’acqua con le mani, in ambito economico-finanziario l’unica difesa possibile è affiancare all’imperitura digitalizzazione delle news la consulenza e l’assistenza “fisica e reale” di seri professionisti dell’intermediazione finanziaria. In questo senso mi piace essere e pensare all’antica.

(P.Gregori;”Bufalate a valanghe” editoriale)