Tra presente e futuro

Ottobre 2019

Anno  VII – n. 27

Parliamo di investimenti, ma non di quelli finanziari o almeno non direttamente. Il tema è: investire sui giovani e giovanissimi. Il vantaggio? Ti arricchisce sempre. Ma facciamo un piccolo passo indietro, nel 1955 un talentuoso Nicholas Ray mette in scena la drammatica e toccante storia di tre adolescenti alle prese con il difficile passaggio all’età adulta e con la faticosa ricerca di una propria identità. Vi ricordate come finisce la trama? La sfida che si disputa tra Buzz e Jim termina tragicamente, con Buzz che rimane impigliato nell’abitacolo e non riesce ad evitare la morte. Nello stesso anno, a distanza di pochi mesi dall’ultimazione delle riprese, la finzione diventa realtà e sulle strade americane, in un pomeriggio qualunque, James Dean trova la morte in un incidente stradale. Aveva 24 anni. E diventa un mito. Oggi come allora si parla nuovamente di gioventù bruciata, ma non c’è nessun regista, non ci sono attori, non ci sono miti. Ci sono la “rete” e i social network. Ci sono storie tanto brutte quanto drammaticamente vere. E non ci sono più, diversamente dagli anni ’50, né sogni né ideali da inseguire: solo noia da vincere, in qualsiasi modo. Personalmente come padre, ho paura del mondo che sto facendo conoscere a mio figlio. Ho soprattutto paura di non essere in grado di difenderlo. E ho l’amaro timore che, al di fuori del normale contesto familiare, nessuno (privati o istituzioni) sia in grado di interpretare opportunamente il cambiamento sociale in corso. Tanti ragazzi vivono senza fiducia nel futuro, senza la rincorsa a un sogno o a un ideale. La scuola deve riappropriarsi dell’autorità di un tempo, la famiglia deve tornare ad essere famiglia. Coraggio, investiamo di più sui e per i giovani, ma facciamolo presto.

(P.Gregori; “Gioventù Bruciata” editoriale)