Il 2015 non sarà l’anno dello struzzo

Gennaio 2015

TRIMESTRALE – ANNO III – n.8

Sono 6,6 milioni le persone disoccupate che l’Eurostat ha registrato nel III trimestre del 2014: la metà non cerca nemmeno più il lavoro poiché “scoraggiata”. L’Istat prevede un peggioramento nell’ultimo trimestre e le previsioni per il 2015 non sono certamente incoraggianti, anzi. Altro elemento di preoccupazione è la percentuale di disoccupati tra i giovani, che supera ormai quota quaranta. A questi “cercatori di lavoro in erba” ha tentato di dare risposta qualche settimana fa a Milano il Job Finance Day, ovvero una giornata di incontro tra chi cerca e chi offre lavoro nell’ambito del settore economico-finanziario. Migliaia di ragazzi con in mano il curriculum e molte società pronte a selezionare ad esempio i futuri consulenti finanziari. Ma non sono state solo l’economia e la finanza a muoversi cercando di invertire il trend per dare risposte ai nostri ragazzi. Anche altri sono gli esempi di voglia di ripartire che abbracciano il commercio, i servizi, l’artigianato ed il turismo. C’è, insomma, un palpabile fermento che potrebbe favorire un’inversione di tendenza rispetto ai livelli di disoccupazione attuali ma ad una condizione che prescinde dalla recente riforma del lavoro: un radicale mutamento culturale nell’approccio al mercato del lavoro. I nostri ragazzi non devono più inseguire la chimera del posto fisso ma assumere rapidamente la consapevolezza che la certezza del futuro è direttamente proporzionale all’impegno e alla flessibilità, intesa come capacità di adattamento a ogni proposta lavorativa. Aperta una porta, se ne possono aprire tante altre.

(P.Gregori; “Forza, coraggio!” editoriale)

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